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TERRITORIO

CITTA’ – TERRITORIO Il 27 ottobre 1786 Goethe, arrivato a Civita Castellana, ultima sosta prima del suo approdo definitivo a Roma, annota nell’Italienische Reise: “ La città è costruita su tufo vulcanico, nel quale m’è parso di ravvisare cenere, pomice e frammenti di lava. Bellissima la vista del castello: il Monte Soratte, una massa calcarea che probabilmente fa parte della catena appenninica, si erge solitario e pittoresco. Le zone vulcaniche sono molto più basse degli Appennini, e solo i corsi d’acqua, scorrendo impetuosi, le hanno incise creando rilievi e dirupi in forme stupendamente plastiche, roccioni a precipizio e un paesaggio tutto discontinuo e fratture ……………………….” Civita Castellana, sorge su di un pianoro tufaceo a 147 mt s.l.m., lambito da due corsi d'acqua, il Rio Maggiore e il Rio Vicano. Dopo Viterbo, risulta essere il centro più importante. Il suo comprensorio infatti è famoso per la fiorentissima produzione di ceramica. E' possibile raggiungere la storica cittadina sia attraverso le strade statali Cassia e Flaminia, sia percorrendo l'autostrada A1, uscendo al casello di Magliano Sabina e proseguendo sulla SS 3 Flaminia direzione Roma. Sotto il profili geologico il territorio di Civita Castellana si trova inserito in una regione prettamente vulcanica grazie all’attività del vulcano Vicano. I prodotto di questo apparato eruttivo formano l’ossatura dell’intera zona. In particolare Civita Castellana è posta in prossimità del bordo orientale di un esteso plateau vulcanico costituito dai prodotti emessi dal vulcano Vicano. Nel territorio affiorano principalmente due tipi litologici geneticamente legati all’attività vulcanica: le lave leucitiche (occhialina) e il tufo rosso. La morfologia della zona è in genere pianeggiante con rari e sparsi rilievi che si elevano per pochi metri sul resto del territorio. Il carattere morfologico più interessante di questo settore è dato dalla presenza di profonde e strette valli a pareti verticali, le forre, dovute all’attività di erosione del fiume Treia, del rio Maggiore, del rio Purgatorio, del Rio Filetto (o Vicano) e del Fosso dell’Isola: le incisioni di questi corsi d’acqua si sono spinte, in alcuni tratti, fino a livelli considerevoli (circa 50 metri al di sotto del piano di campagna), mettendo in mostra tutta una serie di rocce vulcaniche, fino al sottostante substrato sedimentario.

 

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