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LA STORIA

Cenni Storici
Dalle origini al Rinascimento
Il territorio dell'Ager Faliscus, situato nello spazio delimitato dal Monte Soratte, dal Tevere e dai Monti Cimini, ha visto lo sviluppo di una civiltà, comunemente denominata "Falisca", di cui rimangono consistenti e pregevoli testimonianze fin dalle epoche più antiche. La capitale del territorio falisco era proprio Civita Castellana, i cui abitanti si distinsero come popolo indipendente ed autonomo, con propri usi, costumi e tradizioni. Pur intrattenendo rapporti culturali e commerciali con la vicina Etruria, mantennero comunque la propria individualità. I resti più antichi risalgono alla fine dell'età del Bronzo (X sec a.C.) e provengono in parte dal Colle del Vignale situato a N/E dell'attuale città ed identificato come primo nucleo abitativo, in parte dalla vallata sottostante denominata Celle. Nel corso dei sec VIII e VII a.C. (età arcaica), la popolazione si trasferì sul pianoro dove ancora oggi è ubicato il centro storico di Civita Castellana Proprio nel periodo che va dall'VIII al III sec a.C. Falerii Veteres con i suoi abitanti, si consolida come capitale politico - culturale dell'Ager Faliscus, intrattenendo continui rapporti con le popolazioni circostanti e con la lontana Grecia. Inoltre i Falisci si distinsero per la loro produzione di ceramiche, terrecotte policrome e lastre per il rivestimento templare. Molto attiva fu la vita religiosa della civiltà falisca. Il fenomeno trova testimonianza nella presenza di importanti edifici templari situati nelle immediate vicinanze della città, che peraltro hanno restituito una gran quantità di materiale votivo e di decorazioni architettoniche. Si tratta dei templi di Giunone Curite, del tempio Maggiore, di quello Minore e del Tempio di Mercurio. Presumibilmente un altro edificio templare doveva trovarsi in località Scasato, dove è stato rinvenuto il famoso torso di Apollo, custodito al Museo di Villa Giulia. Stessa importanza avevano le Necropoli dislocate intorno all'abitato, tra le più importanti ricordiamo: quella di Montarano, di Colonnette, Penna, Terrano, Valsiarosa e Celle. I numerosi reperti rinvenuti confermano l'alto grado di civiltà e di raffinatezza del popolo Falisco. Allorché nel III sec a.C. la pressione espansionistica di Roma diveniva sempre più pressante, gli abitanti dell'antica Faleri strinsero alleanza con Veio proprio per contrastarla, ma nel 241 a.C. dopo un lungo assedio Falerii Veteres capitolò, ed i suoi abitanti furono fatti trasferire in una nuova città, Falerii Novi, situata a pochi Km dalla vecchia e scarsamente difendibile. Anche la nuova città di assetto tipicamente romano, vide un fiorente sviluppo. Fu abitata fino a quando, a partire dal V sec a.C. con le guerre gotiche ed in seguito (VI - VII sec a.C.) con le invasioni longobarde, gli abitanti furono costretti ad abbandonare Falerii Novi e a rioccupare l'altura tufacea che aveva ospitato l'antica città falisca. La "nuova" città fu adeguatamente fortificata e nel 727 d.C. le fu attribuito il nome di Massa Castellana. Nel 998 le venne attribuito il titolo di Civitas dal Papa Gregorio V, e successivamente l'appellativo di Castellana poiché aveva giurisdizione sui castelli limitrofi. Nel corso dei secoli successivi Civita, sarà il luogo dove Papi come Clemente III, Adriano IV, troveranno rifugio in situazioni di estremo pericolo.
Dal Rinascimento ad oggi
Grazie agli Statuti e Riformanze e alla Historia di Francesco Pechinoli, la storia di Civita Castellana nel Rinascimento la si conosce abbastanza. Una storia fatta di lotte tra due famiglie: i Di Vico e i Savelli fino a quando, nel 1426, la Santa Sede non riaffermò la propria giurisdizione. Da quel momento la città seguì le sorti dello "Stato della Chiesa" e molti furono i papi che nel corso degli anni la visitarono e vi soggiornarono. Tra questi non possiamo non menzionare Alessandro VI, Giulio II, Pio VI. E' sotto il pontificato di Alessandro VI Borgia che iniziarono i lavori nel forte Sangallo. Era l'anno 1494. L'evento più importante del XVI secolo invece, fu l'attacco che i Lanzichenecchi sferrarono a Civita Castellana nel 1527. Questi per ben due volte cercarono di impossessarsene, avendone compreso l'importanza strategica. Questa però riuscì a resistere. Fu in tale occasione che l'archivio cittadino venne bruciato. I secoli XVII e XVIII furono di pace. Così ci si preoccupò di realizzare alcune opere pubbliche. Nel 1589 venne realizzato ponte Felice, nel 1609 la variante della via Flaminia, nel 1709 il ponte Clementino ed il collegamento tra la Cassia e la Flaminia voluto da papa Pio VI risale invece al 1787. Le idee della Rivoluzione francese, ben presto si diffusero in tutta Europa, Italia compresa. Raggiunsero anche Civita Castellana tanto che, nel Dicembre del 1798 le truppe francesi, guidate dal generale Mac Donald, sconfissero le truppe napoletane del generale Mack. L'anno seguente gli Aretini si unirono agli altri nemici dei francesi, ed attaccarono Civita Castellana. I francesi ben presto si riappropriarono della città e la controlleranno fino al 1815. Nel 1860 i garibaldini diretti a Mentana, si fermarono a Civita. Il 12 Settembre del 1870 vi sostò lo stesso Vittorio Emanuele II, diretto verso Roma con il suo esercito, che liberò la città, annettendola a quello che poi sarebbe divenuto il Regno d'Italia. Alla fine dell' Ottocento l'architetto Valadier pensò di fare di Civita Castellana un centro per la produzione di stoviglierie in terraglia. Fu Giovanni Trevisan, detto il Volpato, a creare una fabbrica di stoviglierie. Alla produzione di ceramiche artistiche e di stoviglierie, ben presto si aggiunse anche quella di articoli sanitari. Così agli inizi del Novecento, nasceva l'industria del sanitario, un settore nel quale Civita Castellana oggi primeggia.

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